Roma – ‘Il Linguaggio dei computer mette a nostra disposizione una metafora. Reset: Spegnere e riavviare. Senza chiederci e recriminare piu’ di tanto su come siamo finiti qui’.
E’ quanto dice Arturo Parisi in vista del prossimo appuntamento del partito democratico.
‘Alla
vigilia della nuova assemblea regionale del Pd non posso che rinnovare
ancora una volta le convinzioni e le speranze che abbiamo ripetutamente
manifestato a partire dalle primarie dello scorso anno. Solo un
confronto realmente politico puo’ aiutarci a trovare quel partito nuovo
che cerchiamo da tempo’, aggiunge.
‘ Solo un incontro fondato su forti ragioni politiche puo’ portarci fuori dalle sabbie mobili nelle quali siamo finiti.
Purtroppo,
ne’ la decisione del giudice di Cagliari, ne’ la lettera della
Segretaria in carica cambiano i termini della situazione’. ‘In
Sardegna, esattamente come a livello nazionale, il partito ha
semplicemente bisogno di ripartire’, sottolinea Parisi.
‘Al
punto nel quale siamo arrivati, cosi’ come di fronte allo stallo di un
computer, lo scontro tra le diverse spiegazioni invece di aiutarci ci
danneggerebbe ancora di piu’ rendendoci prigionieri di parole gia’
dette e di errori gia’ fatti. Tra un segretario con un po’ piu’ della
maggioranza e uno con un po’ meno, non c’e’ grande differenza. In un
passaggio elettorale come quello che ci attende, che chiede la massima
unita’ nella proposta da rivolgere ai cittadini, la differenza e’
zero’. ‘La personale estraneita’ alle due principali parti a confronto
mi dice che ognuna di esse e tutti assieme siamo ancora in una
condizione di ritrovare il filo prima che sia troppo tardi. Sia la
parte che attorno a Cabras ha nelle primarie raccolto la maggioranza
del voto popolare, sia la parte che forte delle ragioni formali si e’
riconosciuta nel risultato delle contrastanti e contrastate dinamiche
dell’Assemblea.