2222
30 Settembre 2009

Pd: Papini. Insopportabile ipocrisia e bugie di Fassino e Rutelli

Trovo che, per chi ha un minimo di memoria della lunga vicenda politica dell’Ulivo, la lettura dei quotidiani di questi ultimi giorni sia insopportabile.
 
Ieri Rutelli si rivolgeva “ad un partito mai nato” ed evocava la vicenda de “I Democratici” dell’Asinello, tralasciando di dire che proprio la svolta clericale di Rutelli stesso aveva tradito l’impostazione originaria dell’Asinello e della Margherita e certo non ha aiutato la  nascita del PD.
 
Oggi Fassino, dalle pagine del “Corriere della Sera”, pretende di dirci che “senza la coraggiosa decisione di DS e DL Margherita di unirsi il PD non sarebbe mai nato”.
 
La verità è che la progressione politica dell’Ulivo si interruppe quando DS e Margherita, retti rispettivamente da Pieo Fassino e Francesco Rutelli, non vollero presentare una lista comune dell’Ulivo al Senato nelle elezioni politiche del 2006 e preferirono, in piena consonanza, presentare liste separate per DS e Margherita.
 
Quella decisione determinò il rilevantissimo divario in negativo tra i voti alla Camera dell’Ulivo e la somma dei voti DS e Margherita al Senato, con il risultato che l’alleanza dell’Unione al Senato ebbe un margine di voti talmente esiguo da non poter governare.
 
Questo fu il vero inizio della fine della vicenda politica dell’Ulivo ed è per questo che il PD ne è solo un frutto tardivo e, al tempo stesso, immaturo.
 
Il luogo comune che attribuisce tutte le colpe della crisi del 2008 alla debolezza della alleanza dell’Unione è solo una spiegazione di comodo per coprire le vere responsabilità politiche e di governo, e finchè il centrosinistra non si libererà di questo luogo comune non potrà dar vita ad una coalizione in grado di competere e vincere.
 
Il governo Prodi del 2006-2008 invece cadde perchè non aveva al Senato i voti per stare in piedi e non ebbe i voti per la scelta dei partiti guidati dall’allora segretario dei Ds Fassino e dall’allora presidente di Margherita Rutelli, che oggi pretendono di spiegarci cosa dovremmo fare.
 
On. Andrea Papini