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13 Giugno 2006

Parisi, la difesa nell’azione internazionale dell’Italia

Autore: Arturo Parisi

Caro direttore,

il “fondo” domenicale di Franco Venturini offre molti spunti per una riflessione che vada al di là delle questioni contingenti su cui ci interroghiamo, e miri piuttosto a far emergere un ampio consenso nazionale sul ruolo della Difesa come uno degli strumenti della politica internazionale dell’Italia.

Penso che i tempi siano più che maturi per un dibattito di questa portata.

Non essendo però questa, ovviamente, la sede per affrontare tematiche di tale ampiezza mi limito semplicemente a toccare alcuni punti, sollecitato anche dal successivo intervento del mio predecessore on 경세황비 다운로드. Antonio Martino.
Per quanto riguarda l’Iraq, ribadisco il proposito del Governo di considerare conclusa la missione Antica Babilonia con il rientro del nostro contingente militare che opera nella provincia di Dhi Qar.

Una missione che dura da oltre tre anni e che è stata svolta dai nostri soldati in modo esemplare, fra molte insidie e molti pericoli.

Essa è oggi missione di pace anche se si è svolta in un contesto da altri definito di guerra Grey. Una missione che è segnata da un pesante bilancio di sangue e che ci ha costretto ad accollarci gravi oneri finanziari.
Il rientro del contingente è una decisione che prendiamo nel rispetto di un mandato elettorale assai chiaro. Sappiamo altresì che essa corrisponde ad un sentimento trasversale che investe tutto il Paese e non è legato ad appartenenze politiche di parte come dimostrano recenti prese di posizione di autorevoli esponenti dell’opposizione Pokémon game.

Come abbiamo convenuto con il governo iracheno e come andiamo illustrando con chiarezza a tutte le altre parti interessate il nostro obbiettivo è un rientro ordinato che non determini vuoti improvvisi nella provincia della quale deteniamo tutt’ora la responsabilità per la sicurezza.

Un rientro che si svolga nella dignità e nel quadro di una costante attenzione alla sicurezza di tutti.
Un rientro, infine, che riguardi l’intero contingente di stanza a Nassirya Roll mobile store download.

Abbiamo infatti maturato la convinzione che l’unica alternativa sia quella tra una presenza militare adeguata e il rientro. Nulla sarebbe più rischioso di un rientro a metà, quale quello che era negli intenti del precedente governo. In questo caso più che mai le vie di mezzo sono quelle più pericolose.

Mille uomini, ottocento italiani e duecento rumeni, sarebbero infatti decisamente insufficienti per continuare a mantenere la sicurezza della provincia fino ad un passaggio di responsabilità (Transfer of Authority) la cui data il precedente governo non aveva fissato ma che avrebbe potuto prorogarsi ben avanti nel prossimo anno Road of War.

E’ per questo motivo che, pur avendo considerato senza pregiudizi la proposta dell’onorevole Martino, illustrata sul Suo giornale, sono giunto alla conclusione che per noi esista soltanto una reale possibilità in linea con l’esigenza di sicurezza dei nostri uomini impiegati a Nassiriya, con il diffuso sentimento nazionale che ritiene onorato – almeno per il suo aspetto militare – l’impegno che ci eravamo assunti ed infine con il mandato politico ricevuto dagli elettori.

Questa possibilità è appunto il rientro del contingente che opera nell’ambito della Coalition of the Willing, impiegato nella provincia di Dhi Qar 하이 섯다 다운로드.

Sappiamo che nell’area posta tutt’ora sotto la nostra responsabilità l’azione diretta ad abilitare forze militari e di polizia irachene è molto avanzata e più prossima alla sua conclusione di quanto essa non sia in altre aeree dell’Iraq.

Ci conforta quindi nella nostra decisione l’idea che gli iracheni stessi siano prossimi a subentrarci, una aspirazione più volta sottolineata dal governo iracheno che ha manifestato il suo desiderio di poter prendere quanto prima nelle proprie mani il controllo della sicurezza del Paese 화석파이터 다운로드.

Resta comunque nostro dovere continuare ad aiutare la giovane democrazia irachena ancora in fase di crescita e di consolidamento.

In un senso di continuità con l’essenza dell’impegno assunto dall’Italia verso l’Iraq abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a contribuire con modalità e in settori in via di definizione alla ricostruzione del Paese continuando tra l’altro a prender parte alla formazione dei suoi Quadri militari attualmente affidata a Bagdad alla Alleanza Atlantica.
La situazione in Afghanistan è non meno impegnativa. Essa si distingue però nettamente da quella dell’Iraq per il fatto che in Afghanistan noi siamo e ci sentiamo parte di un impegno condiviso, svolto dalla Nato in ottemperanza ad un mandato delle Nazioni Unite 건물부수기 이누야샤 다운로드.

In quel teatro la Nato sta mettendo attualmente alla prova se stessa e le sue capacità di operare su uno scacchiere remoto e con una visione globale ponendo le proprie strutture e forze a disposizione della costruzione di un ordine e di una pace gestiti dall’ONU.

Noi ci sentiamo parte di questo sforzo e riteniamo che questo impegno debba essere onorato.

Questo non significa che non vediamo nella situazione elementi di preoccupazione, chiedendoci anche noi come stiano andando le cose ed interrogandoci in continuazione su cosa sia bene fare Superpower Electric Kika Io download. Ma la risposta a queste domande intendiamo darla in modo condiviso,confrontandoci giorno per giorno con gli alleati e il governo afghano e definendo l’entità del nostro contributo sulla base dei problemi che si pongono alla comunità internazionale.
Riteniamo che questa sia la maniera corretta di agire, al fine di muoverci sempre in una piena e puntuale chiarezza che non lasci nel nostro Paese e nei nostri alleati alcun dubbio sulle nostre intenzioni 가상 머신 다운로드.

Si tratta del criterio che intendiamo seguire non soltanto in Afghanistan ma in tutte le 28 missioni all’estero, in alcune delle quali l’Italia è impegnata da parecchi lustri.

Ciò che rifiutiamo con decisione è invece ogni atteggiamento isolazionistico perché riteniamo che sia dovere dell’Italia assumere in ambito mondiale tutte le responsabilità derivanti dalla Sua condizione politica ed economica.
Continueremo perciò puntualmente a valutare tutte le missioni in cui siamo impegnati considerando ogni volta il risultato che esse hanno conseguito, il perdurare della loro utilità, i loro costi e la loro sostenibilità in termini di risorse umane, finanziare e materiali.

E’ questo un esame che chiama la Difesa a quella riflessione sul proprio ruolo nel quadro della politica internazionale del Paese che ho auspicato in apertura.

Arturo Parisi
Ministro della Difesa