Le grane per il premier sembrano non finire mai. Dall’Iran alla Penisola, dai giudici ai giornalisti, da Fini all’affaire Colaninno. Non e’ un buon periodo per lui…
Dire grane e’ dire in qualche modo Berlusconi. Le grane, al plurale e anche al singolare sono la sua vita. A preoccuparmi sono le grane degli italiani, che purtroppo, per la stragrande maggioranza le grane le conoscono solo al plurale, anche grazie ad un contributo importante di Berlusconi.
Ci mancava lo tsunami su Bertolaso…
Il problema oggi associato al nome di Bertolaso e’ un problema serissimo. Non mi riferisco alla questione giudiziaria. Su questa non possiamo che attendere l’esito con la speranza che sia il piu’ celere possibile e io mi auguro tale da allontanare ogni ombra dalla sua azione personale. Lo dico anche guidato dalla stima per le qualita’ dell’uomo che ho personalmente sperimentato. Il problema piu’ serio non si pone dal punto di vista personale ma da quello istituzionale. Un problema, cresciuto nel tempo, grazie alle azioni e alle omissioni di molti. Negli ultimi tempi la proclamazione di troppe emergenze ha alimentato un ciclo crescente di > risposte eccezionali sottratte al controllo della legge ordinaria che chiede di essere rimesso urgentemente in ordine prima che sia troppo tardi. Invece di predisporre un sistema di pesi e di contrappesi sono stati concentrati su una sola struttura troppi poteri e responsabilita’ di natura politica, amministrativa ed economica esponendo chi le riveste e tutta la Repubblica al rischio di pericolosissimi cortocircuiti.
Almeno sulla questione giustizia, il Premier sembra aver quasi risolto…
Se il suo obiettivo e’ assicurarsi la serenita’, come e’ stato esplicitamente dichiarato fin dalla prima formulazione del Lodo Alfano, al suo posto non mi farei illusioni. Capisco che un uomo che e’ certo il piu’ ricco e il piu’ potente tra gli italiani non accetti di non essere anche il piu’ sereno. Ma se una madre di famiglia accetta di dar conto pubblicamente dei suoi atti mentre tira la carretta della sua famiglia, cosi’ come fa qualsiasi persona caricata di responsabilita’ dal capo di una azienda al sindaco di uno dei nostri comuni, senza peraltro disporre della quantita’ e della qualita’ degli avvocati e dei commercialisti di Berlusconi, e’ bene che anche lui accetti di fare altrettanto.
Fini richiama il Pdl:”non sia subalterno alla Lega”. Il Presidente della Camera resta fedele al suo nuovo ruolo?
Fini non e’ certo il primo capo di partito chiamato a fare contemporaneamente l’arbitro e il giocatore. Non e’ semplice. Se dicessi che ci riesce sempre direi una bugia. Mi auguro che ci riesca al momento delle vere prove che la Storia prima o poi ci imporra’.
Bossi sta a Berlusconi come Di Pietro sta a Bersani?
Se si riferisce alla unita’ di azione tra i due partiti non posso che augurarmelo. Lo squilibrio quantitativo tra noi e il centrodestra richiede tuttavia al rapporto tra Pd e Idv una qualita’ molto diversa da quella tra Pdl e Lega, una qualita’ che ci consenta di aprirci e non escludere le altre forze del nostro campo.
C’e’ chi dice che il leader Idv, col suo riavvicinamento al Pd, miri a sopperire ad una leadership debole. Cattiverie?
Cattiverie.
D’Alema ora che al Copasir sara’ molto impegnato…
A mancargli non sara’ certo il tempo e neppure la passione.
Pd, i pasticci sulle nomine dei candidati regionali non promettono tanto bene.
A chi pensa di misurare il risultato con il numero di bandierine sulla carta d’Italia, consiglierei piu’ prudenza. La partita e’ tutta da giocare, e se e’ vero che a noi i problemi non sono mancati, anche agli altri i problemi non mancano. Ma delle bandierine le elezioni decideranno il numero. Il loro sventolio dipendera’ dalla forza del vento. E questa e’ un’altra cosa.
La tregua pre elettorale sembra tener “imbrigliate” le diverse anime di entrambi gli schieramenti. Ma cosa accadra’ dopo?
Il solo fatto che si parli di tregua dice da solo tutto. I problemi veri non potranno che tornare a far sentire la loro voce. Pensi ad esempio al rinvio della legge sulla cittadinanza, o alla individuazione dei siti nucleari.
L’era del berlusconismo e’ destinata ad aver lunga vita?
Basta mettersi d’accordo su cosa intendiamo per berlusconismo. Se la sua vita coincidesse con la vicenda di Berlusconi la potrei rinviare agli studiosi di demografia. Ma, se come io ritengo, il berlusconismo con lui non e’ nato, con lui non finira’.