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12 Novembre 2005

Lettera di Arturo Parisi all’assemblea nazionale straordinaria delle rete dei cittadini per l’Ulivo

Cagliari, 12 novembre 2005

Al Prof. Pietro Scoppola
Assemblea Nazionale Straordinaria della Rete dei Cittadini per l’Ulivo
Firenze


Caro Pietro, care amiche, cari amici

innanzitutto consentitemi di manifestarvi il mio rammarico per l’impossibilità  di essere oggi con voi a Firenze, come avrei voluto. Impegni familiari per me non disponibili, anche se fortunatamente festosi, mi trattengono a Cagliari nelle stesse ore della vostra Assemblea.

Grazie alla battaglia condotta da voi e da tutti i movimenti e  iniziative che dall’Ulivo sono nate e per l’Ulivo si battono dentro, fuori e oltre i partiti, l’Ulivo, il vostro e nostro Ulivo congelato appena cinque mesi fa il 16 giugno è oggi di nuovo un riferimento vitale tra i cittadini e si appresta ad essere di nuovo un segno visibile sulla scheda elettorale dalla quale era stato sciaguratamente escluso Jupiter Ascending.

E questo è accaduto grazie al calore dei cittadini che il 16 ottobre, in quella indimenticabile domenica di festa, si sono recati ai seggi delle primarie mescolandosi in quel “noi” che da dieci anni chiamiamo il popolo dell’Ulivo.

Si perchè noi lo sappiamo, sappiamo che, al di là  dei confini formali e dalle appartenenze che in qualche caso superavano i confini formali dell’Ulivo l’ispirazione che ha guidato i passi dei 4 milioni e 311mila 149 cittadini è la stessa che guida i nostri passi dal febbraio del ’95: una ispirazione segnata dalla domanda di partecipazione diretta, dall’ansia per l’unità  di tutti i democratici riformatori, dal rifiuto di accontentarsi di una alternanza del personale di governo che non si accompagni ad una alternativa nei contenuti e nelle forme del governare Download the DJing program.    

Questo sono state le primarie del 16 ottobre, una volta tanto una realtà perfino superiore alla immaginazione che porta voi a riconoscervi in questa idea fin dalla vostra nascita, e me a riconoscere la possibilità  di un nuovo inizio grazie alla accettazione di questa idea anche da parte di partiti che alle primarie avevano in passato resistito.

Voglio perciò godere con voi ancora una volta questa grande vittoria di Romano Prodi e di tutti gli ulivisti. Per un momento tuttavia e solo per un momento Again love download. Condivido infatti con voi la preoccupazione che il successo delle primarie non può essere considerato da nessuno un punto di arrivo ma solo un passaggio di un cammino che continua. L’esperienza ci insegna che nel cammino dell’Ulivo nulla è più pericoloso della sosta: “non progredi est regredi” dicevano gli antichi, fermarsi è arretrare traduciamo noi 영어 필기체 다운로드.

Fermarci è un lusso che non possiamo concederci. Come ci ricordano giustamente Ariemma e Scoppola l’Ulivo è cresciuto da sempre tra giunchi che si piegano sotto la spinta della piena della partecipazione ma pronti a rialzarsi dopo che la piena è passata.

Voglio perciò esprimervi la mia condivisione del documento approvato dal vostro Comitato di coordinamento nazionale in occasione della vostra ultima riunione del 23 ottobre Download 3D videos.

Riprendiamo il cammino. Gli “albi degli elettori” che da tempo chiedete sono ora una realtà  a portata di mano. Il 16 ottobre si è di fatto costituita la più grande associazione politica di Europa. Come dicono Iginio e Pietro 4 milioni e 311mila 149 cittadini sono 4 volte e mezzo i nominativi presenti negli elenchi nelle liste delle tessere, e più di 11 volte, dico io, di quelli registrati come votanti ai congressi nazionali dei partiti, il momento di massima partecipazione democratica Hanwha Eagles cheering download. Questi 4 milioni 311mila 149 cittadini sono non solo molti di più ma molto di più. Ognuno di essi si è infatti recato di sua iniziativa al seggio, ha sottoscritto pubblicamente l’atto di adesione ad un progetto comune, schierandosi nel nostro campo davanti a tutti. Lo ha fatto davanti ad una commissione che ha verificato la sua identità e il suo diritto di voto. Ha addirittura fatto la fila, spesso per ore, per versare il suo contributo WinEMP Korean edition. Ha accettato che le sue generalità  potessero essere registrate e conosciute.

Ripeto questo non guidato dalla tentazione di appropriarci di un risultato che appartiene a tutti, ma per dire all’opposto che non è quel popolo ad appartenere a noi, ma siamo noi che apparteniamo a quel popolo.

E’ da quei cittadini dell’Ulivo che i cittadini per l’Ulivo della vostra Rete, dei Movimenti e dei Partiti sono chiamati a riiniziare per costruire certo “un nuovo Ulivo in una grande Unione”, sapendo però che il nuovo Ulivo è l’Ulivo di sempre 미도리 다운로드. L’Ulivo: “il nome e il segno” che attende da dieci anni “la cosa” che per la prima volta abbiamo trovato il coraggio di chiamare non più come “soggetto”, “casa”, “movimento”, ma con l’unico termine che la democrazia moderna ha finora usato: quello di Partito, partito dell’Ulivo come partito aperto a tutti i democratici riformatori.

Difendiamo poi, svolgiamo, estendiamo le primarie come istituto ordinario della democrazia partecipata. Certo, come mi è stato giustamente eccepito, con la consapevolezza che anche le primarie sono un mezzo e non un fine, ma un mezzo come sono un mezzo tutti gli strumenti della democrazia: dal partito  che sognamo per il futuro a quelli che vogliono rappresentare nel presente la continuità  col passato 갤럭시 알파 유심 다운로드. Certo non sta scritto da nessuna parte che le primarie debbano essere fatte sempre e comunque, ma difendiamo senza esitazione l’idea e battiamoci perchè esse siano la regola e non l’eccezione, che sia ordinario farle e straordinario non farle.

Predisponiamoci perciò a riprendere insieme il cammino, forti delle battaglie vinte e determinati nell’affrontare quelle che ci attendono 알 ftp 다운로드. L’Ulivo è un albero bello perchè contorto. Ma è contorto perchè nelle sue contorsioni stanno scritte le battaglie superate e vinte nell’adattarsi e confrontarsi con le sfide dell’ambiente, così come nel suo apparato radicale sta scritto il bisogno di alimentare la sua lotta filtrando gli umori del terreno nel quale è stato piantato.  

Ed ora buon lavoro e un affettuoso saluto a tutti


Arturo Parisi