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31 Ottobre 2005

Le Primarie in Sicilia

Con la candidatura di Ferdinando Latteri annunciata ieri dalla Margherita anche la Sicilia si avvia verso le primarie.

Cosa ne pensa lei che viene considerato quello che più si è battutto per l’introduzione delle primarie nel nostro Paese?
“Come
avrebbero potuto i siciliani partecipare da italiani così numerosi
nelle primarie alla scelta della guida del governo nazionale e
accettare poi di essere privati del diritto di parola per quel che
riguarda il governo della loro terra? Grazie al coraggio e alla
generosità di una donna come Rita Borsellino, e alla disponibilità di
Ferdinando Latteri il diritto di scelta dei siciliani diventa ora una
prospettiva concreta. Non possiamo che essere grati a loro così come ad
eventuali altri candidati che dovessero proporre la loro idea su come
far ripartire la Sicilia.”

Verso quale dei due candidati va la sua preferenza?
“Penso
che sia bene lasciare una scelta così delicata e importante ai
siciliani e solo ai siciliani mettendola al riparo da indebite
interferenze esterne.
Questo lo direi per principio, così come l’ho
detto da sardo per la mia Sardegna. Ma questa convinzione è
ulteriormente rafforzata dalla ispirazione federalista iscritta nel
progetto della Margherita e recentemente riproposta da Rutelli come un
valore qualificante per quel Partito democratico che abbiamo scelto
come prospettiva del nostro futuro.”

Ma non sono gli organi nazionali del suo partito ad aver proposto la candidatura di Latteri?
“Penso
che si tratti sicuramente di una formulazione impropria. Per quel che
mi risulta sarebbe il livello regionale del partito all’origine della
proposta sia perchè è quello competente sia perchè non mi risulta che
nessun organo centrale sia stato investito formalmente della cosa.
Prima ancora di chi sia competente sta il fatto che nelle primarie
all’origine della candidatura è soprattutto la scelta personale dei
singoli candidati che “alzando la mano” anche quando provengono da uno
specifico partito si propongono come un riferimento unitario per tutta
la coalizione in nome proprio non in nome di un partito contro altri
partiti. Questo non impedisce, soprattutto in questa prima
sperimentazione delle primarie, gli organi dei partiti possano dare
delle indicazioni di voto. Ma si tratta pur sempre di indicazioni che è
bene che non segnino in termini partitici candidature chiamate a
diventare riferimenti comuni lasciando, come non possono non lasciare,
la scelta finale ai singoli cittadini chiamati anche essi ad esprimersi
a prescindere dalle provenienze e dalle appartenenze di partito. Per
definire il peso e riconoscere il ruolo dei partiti c’è già il voto
proporzionale per l’elezione del Parlamento regionale.”