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10 Aprile 2007

Il mio Pd si chiama Ulivo

Autore: Romano Prodi
Fonte: L' Unità

Caro
direttore,
alla vigilia di due Congressi importanti come quelli dei
Democratici di Sinistra e di Dl Margherita, ai quali va il ringraziamento di
tutti per il generoso sforzo che stanno compiendo, ritengo doveroso unire la
mia voce e il mio passo al cammino che ci accomuna verso la meta del Partito
Democratico.

Fin dal 1995, all’’inizio del percorso dell’’Ulivo, abbiamo
pensato e inseguito un soggetto politico in grado di unire le diverse
culture riformatrici del Paese per un progetto di governo dell’’Italia 크롬 파일 자동 다운로드.
Abbiamo sempre e tenacemente lavorato perché a ogni momento di frenata si
rispondesse con un nuovo slancio in avanti. Oggi possiamo dire che il saldo
è positivo: i passi in avanti sono maggiori di quelli indietro. Ma la strada
non è conclusa. E il rischio di passi indietro è ancora presente.
Inoltre oggi siamo chiamati alla responsabilità del Governo 존 라베 다운로드. Governare un
Paese significa adottare decisioni forti, spesso non facili.

«Stiamo per
dare vita a un nuovo soggetto che continuerà ad avere il suo simbolo
nell’’Ulivo. La sua missione è iniziata nel ’95. Bene i congressi di Ds e
Margherita, ma bisogna coinvolgere pienamente gli altri soggetti interni ed
esterni ai partiti» 오버쿡드 다운로드. È quello che stiamo facendo con uno spirito rinnovato.
Con la consapevolezza di ridare fiducia, crescita ed equità all’Italia, di
rilanciarla sullo scenario europeo e mondiale, di farla sentire vicina ai
cittadini. In questi mesi abbiamo rimesso in piedi un Paese in difficoltà,
abbiamo risanato i conti, abbiamo favorito la ripresa economica, stiamo
lavorando per una crescita certa e duratura Super Mario 3d Land Download.

A un simile impegno va associato
un progetto politico concreto. A un’’Unione che governa con determinazione il
Paese sulla base di un Programma coerente, si può oggi dare una maggiore
solidità di valori, quelli del Partito Democratico. Lo abbiamo deciso
insieme con le Primarie, con l’incontro di Orvieto, con la stesura del
Manifesto che ne sancisce i princìpi. Lo dissi ad Orvieto e lo ripeto qui:
il Partito Democratico può colmare il deficit di quantità e qualità della
politica italiana neospeech. Abbiamo nelle nostre mani il progetto, il soggetto e il
processo. Se pensiamo a 12 anni fa, quando l’Ulivo espresse un modo nuovo di
intendere la politica ma anche di interpretare le esigenze della
collettività, possiamo affermare con tranquillità che il cammino è stato
portato avanti in modo coerente sia nelle vittorie come nelle sconfitte
elettorali.

L’’esigenza di dare finalmente all’’Italia la stabilità politica e
istituzionale ci ha portati oggi, tra le traversie di una legislatura
difficile e di una legge elettorale nefasta, ad essere sempre più convinti
che sarebbe fatale limitare la forza aggregante di un’unità di popolo di cui
si sente sempre maggiormente la necessità Download Battle Royale Trainer. Abbiamo dunque bisogno di un
soggetto forte e unito, ma ancor più di un soggetto unificante. E per fare
questo abbiamo bisogno di non perdere nessuno di coloro che in questi anni
hanno condiviso il nostro cammino. Ma abbiamo anche bisogno di costruire un
metodo nuovo per superare il passato. Abbiamo cioè bisogno di un soggetto
denso di valori e adeguato al nuovo pensiero della società, in grado di
unire culture e radici e di superare gli steccati delle ideologie del secolo
scorso 경영 박사 다운로드.

Il Partito Democratico è la meta di tutto questo processo. In
un’’Italia sempre più europea e nuovamente leader in questo contesto, siamo
consapevoli che solo una scelta tempestiva e forte può generare effetti
positivi di lungo periodo. È doveroso, per noi, presentarci anche in Europa
come anticipatori di una realtà che si sta trasformando. Il Partito
Democratico si collocherà perciò al centro del campo riformista e
democratico per allargarne i confini e contribuire a indicare nuove strade,
non per fare scelte di campo laceranti o per accontentarsi della sua
fisionomia tradizionale Taken 2. Siamo al centro di un passaggio storico. E lo
siamo non per caso, ma perché lo abbiamo deciso. Per costruire questa Italia
grande abbiamo bisogno di un soggetto grande. Attenzione, ho detto grande,
non grosso e la differenza certo non può sfuggire. La grandezza è data
proprio dalla sua missione, che sta tutta inscritta nella sua forma e nel
suo nome: un partito democratico che continuiamo a chiamare Ulivo 장터지기 다운로드.

Stiamo per dar vita ad un nuovo partito che avrà il suo simbolo nell’’Ulivo e
che vuole essere un partito nuovo, effettivamente democratico anche nella
sua vita quotidiana. Vogliamo un partito, dunque, per continuare a dire che
la migliore organizzazione di rappresentanza democratica è proprio il
partito, con le regole contenute nell’articolo 49 della Costituzione 할매꽃 다운로드.
Due grandi partiti del centrosinistra si apprestano a definire il loro
contributo a questo progetto. Tempi e modi sono a portata di mano, ma non si
deve procedere escludendo. Gli altri soggetti, interni ed esterni ai
partiti, devono essere coinvolti pienamente nel processo costitutivo e

decisionale.

Il Partito Democratico si prefigge di essere un partito che
intende il progetto-Paese in modo aperto e dinamico. In vista di questo
appuntamento ci dobbiamo mescolare e confondere con tutti i cittadini,
perché i protagonisti di questa nuova costituente devono essere proprio i
cittadini. Dobbiamo andare perciò verso un «partito dei cittadini» dove il
principio «una testa, un voto» è l’elemento qualificante dell’aggettivo
democratico. È la conferma di quella linea ulivista che ha cambiato la
politica degli ultimi dodici anni e sta cambiando il Paese con il nostro
Governo. Ma non dimentichiamo che solo un Governo vincente e coeso farà più
forte il Partito Democratico. E viceversa.

Ci aspettano altre scelte
importanti in questi mesi. Dobbiamo fare una legge elettorale che corregga
gli errori del passato e consenta di salvaguardare il bipolarismo e la
governabilità. La politica italiana si appresta a vivere giornate storiche.
Due congressi per un partito. Più culture per un progetto. Un nuovo popolo
da mettere insieme. E l’’Italia come bene comune.