6 Dicembre 2008
Credo che il segretario non legga quel che scrive
Autore: Arturo Parisi
Caro direttore,
Se non avessi il dubbio che spesso Veltroni legge
solo superficialmente quello che firma, o, se piú piace, non riflette
su quello che ha scritto, la nota oggi da lui sottoscritta sul Corriere
della Sera mi riempirebbe di rabbia. Forse é vero, come dice Veltroni
“che lo Statuto del partito delinea un modello di democrazia interna
che non ha precedenti nella storia dei partiti politici”. E’ pure vero
che l’Assemblea costituente ha acclamato “un rigoroso codice etico e
previsto una apposita magistratura interna incaricata di applicarlo e
farlo rispettare”. E’ vero infine che gli altri partiti “non hanno vita
democratica, e dirigenti e candidati vengono scelti dall’alto”. Ma con
quale coraggio Veltroni si permette di dimenticare che tra le
bellissime “parole” del Pd e i pessimi “fatti” degli altri a latitare
sono proprio i “fatti” del nostro Partito che dalle nostre “parole”
sono sempre piú lontani? Ha voglia Veltroni a dire che il Pd ha
scommesso sulla democrazia, se non riconosce immediatamente dopo che
quella scommessa il Pd l’ha finora persa, o, almeno, che, a differenza
di quello che lui sostiene “la vita democratica del Pd é” tutto
all’infuori che “indiscutibile”. E’ vero Berlusconi prende le decisioni
piú o meno da solo. Ma, considerato che del nostro partito si puó dire
solo che aspira ad essere un partito democratico, ci dica Veltroni: su
quali delle grandi, ripeto delle grandi, questioni del Partito si é
discusso e votato in un organo democraticamente eletto? La collocazione
internazionale? La articolazione territoriale del Partito? La
giustizia? Il finanziamento della scuola pubblica e privata? La forma
di governo e di stato? La legge elettorale e il referendum che ci
attende? La risposta é in nessun organo, e, men che mai, all’interno
della Assemblea Costituente, l’unico organo eletto, come lui dice con
orgoglio autolesionista, grazie “alla democrazia diretta dei nostri
elettori”. O la “democrazia diretta dei nostri elettori” é servita solo
per un attimo per eleggere il Segretario alle primarie, e metterlo al
riparo dal giudizio negativo manifestato poi dagli italiani alle
“elezioni finali”? Se troppo in fretta ha scritto il testo della sua
nota, rilegga con calma Veltroni almeno il titolo con il quale il
Corriere ha titolato la sua nota di ieri: “Non difendiamo
l’indifendibile”. Questa é la nostra questione morale.
Arturo Parisi,
delegato del collegio di Sassari alla Assemblea Costituente del Partito Democratico