“Di fronte alla morte di un soldato come il Tenente Massimo Ranzani, oggi non possiamo che tacere, tacere con gratitudine e commozione per la sua scelta di mettere la sua vita al servizio della Repubblica, tacere e stringerci con affetto alla sua famiglia che lo attendeva a
Occhiobello, ai suoi commilitoni feriti, e alla grande famiglia degli alpini, dell’Esercito e delle Forze Armate. Tornera’ poi il momento della parola. Se oggi taciamo domani non potremo tacere. I nostri soldati sanno di stare in Afghanistan perche’ li’ li abbiamo mandati noi.
Siamo noi che dobbiamo spiegare loro perche’ li abbiamo mandati li’. I talebani hanno oggi rivendicato di avere ucciso Massimo Ranzani. Siamo noi che dobbiamo spiegare perche’ lo abbiamo esposto alla morte. Lui non ha esitato nell’eseguire i nostri ordini. Noi non possiamo dare ordini con esitazione. Le domande, lo sconcerto, le Perplessita’, e perfino le accuse che ancora una volta si sono manifestate con troppa leggerezza chiedono a tutti piena consapevolezza e una assunzione di responsabilita’. Lo dico ricordando le mie scelte passate al Governo. Lo ripeto pensando al voto che ho condiviso in parlamento pur dai banchi dell’opposizione.”