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17 Luglio 2005

Ulivisti all’attacco: la rivolta continua. Parisi: «Avanti contro chi ha tradito. Rutelli sta spostando il partito a destra»

Autore: Mario Ajello
Fonte: Il Messaggero

ROMA Siamo al festival dell’anti-rutellismo. E noi – cioè loro, i super-ulivisti guidati da Arturo Parisi, i prodiani che hanno dovuto ingoiare il rospo dell’accordo con il «bello guaglione» e la rinuncia alla lista unitaria – siamo quelli «testardi dentro» ebs 공감 다운로드. Quelli che «nel menù non vogliamo la cicoria» (Marina Magistrelli). Quelli che accusano Rutelli di aver avviato un «pericolosissimo processo distruttivo», di voler spostare a destra la Margherita, di aver ripristinato il trattino («Anzi il trattone», precisa Parisi) nel centrosinistra Montage download.


E così, nella affollatissima riunione dei super-ulivisti all’Hotel Radisson, luogo trendy vicino alla Stazione, i toni sono duri e, appunto, testardi 리모콘 다운로드. A un certo punto però Parisi sorride, e contagia la platea dicendo che si è passati dalla Fed alla «fu Fed»: che un po’ è un acronimo e un po’ sembra un film con Bruce Lee 가십걸 시즌5 다운로드. Cioè una specie di pasticcio a base di arti marziali un tantino maccheroniche: praticamente, la situazione nel centrosinistra. Che preoccupa molto i super-ulivisti accorsi, anche dalle province e «viaggiando per tutta la notte» (Magistrelli) a questo appuntamento da minoranza attiva e molto convinta 쌈마이웨이 다운로드. La quale – annuncia il presidente della provincia di Roma, Enrico Gasbarra – «vuole diventare maggioranza». Anche perchè – insiste – «ora siamo minoranza a tavolino nel partito, ma già maggioranza presso l’elettorato» International Market Replay. Sul palco c’è Gasbarra («In nome dell’Ulivo, faremo da sentinelle contro i poltronisti che vogliono venire nel centrosinistra solo per interessi»), e Bordon, Monaco, la Magistrelli, Lettieri, Dalla Chiesa, l’ex occhettiano La Forgia, il governatore Soru e il sindaco Emiliano e tanti altri web template. In prima fila, il superprodista Giulio Santagata e altri come lui: a cominciare da Andrea Papini. Parisi è la star: «Finora eravamo impallinati, in ginocchio, almeno adesso siamo seduti …» movie Natalie.


La «gelata» ai danni dell’Ulivo (che ora «riparte purtroppo non ancora come soggetto politico unitario ma certamente come progetto politico per l’oggi e il domani») avvenne il 21 maggio 딕펑스 다운로드. I super-ulivisti – è il dolente racconto di Parisi – sfilarono all’assemblea federale della Margherita per votare «sotto lo sguardo di Marini e di Rutelli» qsync. Ed ebbero il coraggio di opporsi apertamente a quei due e agli altri autori di prevaricazioni inaccettabili» mascherate sotto il pretesto dell’identità e dell’orgoglio di partito. E adesso, la rivolta continua. E’ la «nostra rivolta – accusa Parisi – contro chi ha tradito il patto sul quale è nata la Margherita».


Parisi ricorre a una citazione del Vangelo di Luca: «E adesso, chi non ha una spada si venda il mantello e se ne compri una». Altrimenti, il rischio – e qui la citazione è da don Primo Mazzolari – il rischio è quello di «morire di prudenza». Una sfida. Che l’altra parte della Margherita, a nome di Rutelli e Marini, raccoglie con veemenza. Lusetti: «Parisi cerca lo scontro e danneggia Prodi». Fioroni: «Dagli ulivisti solo polemiche pretestuose, livori e linguaggi violenti». Risponde il prodiano Monaco: «Macchè, Parisi ha indicato una grande prospettiva politica». Di sicuro, dietro il tono passionale di Parisi e dei suoi, deve esserci una prospettiva più generale e a tutto campo.


Dalle primarie come «bagno di democrazia» capace di rimotivare le masse anche fuori dai partiti (Gasbarra: «Noi non diciamo che il tempo dei partiti è finito, ma solo che i partiti hanno stanze troppo strette») allo sforzo ampio e anche informale di elaborazione del programma (cui contribuiscono riviste come Governareper e siti nuovi come www.ulivisti.it), fino alle maniere diverse e non più tradizionali di intendere il mondo della Rai. Parisi dice che «forse mai la televisione pubblica è stata così lottizzata come adesso» e propone una sorta di primarie per scegliere il direttore generale di Viale Mazzini. «Ognuno presenti il proprio curriculum e le proprie idee, e poi il Cda scelga sulla base di questo chi è il più adatto». La platea è gasatissima. L’Ulivo è scongelato. Forse