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10 Febbraio 2006

Lista per il partito democratico, da Milano il via al movimento

Autore: Marco Cremonesi
Fonte: Corriere della Sera
Il più deciso è il professor Gregorio Gitti: «Ci appelliamo al garante
della coalizione, Romano Prodi: gli chiediamo di consentirci di dare il nostro
contributo Download 3D printer drawings. Oppure di spiegarci le ragioni del no, assumendosene la forte
responsabilità politica». Il più sereno è Gad Lerner: «Ci ragioneremo
pacatamente e sono convinto che avremo sorprese positive» 한국영화 유튜브 다운로드. Domattina una folta
rappresentanza dell’ulivismo (non soltanto) lombardo terrà a battesimo a Milano
l’Associazione per il Partito Democratico Unix download. Tra i promotori, oltre a Gitti e
Lerner, gli economisti Salvatore Bragantini e Michele Salvati, l’ex presidente
dell’Autorità per l’Energia Pippo Ranci e Riccardo Sarfatti, fondatore di
Luceplan e già sfidante di Formigoni alle ultime regionali Great Escape 2. Osservatori attenti,
il segretario della Cisl Savino Pezzotta, che ha appena declinato l’offerta di
candidatura dei Dl, e Piero Giarda.
Se il futuro partito è il tema d’orizzonte, i promotori hanno un obiettivo
assai più immediato: la presentazione di una lista civica per il Senato che
possa, per dirla con Sarfatti, «raccogliere il voto di chi non si riconosce
nelle forze maggiori dell’Ulivo e voglia dare una chiara indicazione a favore
del nuovo partito» 몽키킹 다운로드. Ma c’è anche una ragione più concreta e meno strategica.
Spiega ancora Gitti: «La sola Lombardia elegge 47 senatori. Se qui si riesce a
conquistare il premio di maggioranza assegnato dalla nuova legge su base
regionale, ciò significa rendere nitida la maggioranza e la governabilità anche
a Palazzo Madama» Yoon Soo-il Terminal. Senonché, i partiti non sembrano entusiasti dell’iniziativa.
Freddini i Ds, tiepida la Margherita. Così come lo erano stati in occasione del
lancio dell’Unione delle liste civiche che hanno per testimonial Rita Borsellino
e Riccardo Illy 영화 수상한 고객들 다운로드. L’obiezione, magari espressa a mezza voce, è che le nuove
liste, uliviste quanto si vuole, possano rosicchiare consensi soprattutto ai
partiti maggiori Download Android Marshmallow. Non ne è convinto l’economista Bragantini: «È importante
individuare il messaggio giusto ed è importante il contatto con la parte di
società a cui ci si rivolge nvidia high definition audio 드라이버 다운로드. In Lombardia, per una lunga serie di ragioni
storiche, i partiti fondanti dell’Ulivo non hanno lo stesso insediamento che
altrove. Per contro, esiste una società civile attenta che potrebbe ben
raccogliere il messaggio rappresentato da questa lista» La Chaumont. Mentre Ranci ritiene
che «l’offrire una scelta in più agli elettori possa comunque allargare l’area
complessiva del consenso». Secondo il sondaggio Demetra commissionato dai
promotori della lista, il nuovo soggetto catturerebbe il 3,5% dei consensi. Ma
la cosa che fa luccicare gli occhi è che tali consensi sarebbero erosi solo per
il 40% ai partiti tradizionali: tutto il resto sarebbe recupero dell’astensione
e dal centrodestra: l’8,5% a Forza Italia e addirittura l’11% alla Lega.
Se il cuore pulsante dell’Associazione è lombardo, ci sono alcuni illustri
invitati da Piemonte e Veneto: il sindaco di Verona Paolo Zanotto,
l’imprenditore Massimo Carraro, il sociologo Bruno Manghi. Che potrebbero creare
iniziative analoghe nelle loro regioni. Lunga la lista delle adesioni lombarde:
il direttore generale Ubm (Unicredit) Paola Pierri, Lella Costa, l’avvocato
Alfredo Bazoli, Angelo Patti (Acli). Gregorio Gitti conclude da dove era
partito: «La lista si inserisce e completa il parterre dell’Ulivo al Senato.
Sosterrà a spada tratta l’Ulivo alla Camera, e i vantaggi verranno ai partiti:
se non vogliono, ci devono dire perché no».