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24 Febbraio 2005

“La nuova Europa di centrosinistra sarà stretta alleata dell’America”

Autore: Massimo Franco
Fonte: Corriere della Sera

« La nostra Europa non sarà antiamericana. Bush deve sapere che probabilmente avrà a che fare con un’Europa occidentale a netta maggioranza di centrosinistra. Dopo Belgio e Spagna, la vittoria socialista in Portogallo, le recenti regionali in Francia e gli ultimi tre anni di amministrative in Italia, confermano un’ onda di disaffezione verso la destra, che ha promesso sogni e miracoli economici, finendo invece per ridurre certezze e sicurezze. Confido che dal 2006 fra questi governi ci sia anche il centrosinistra italiano. Ma non avrà nessun pregiudizio antiamericano, anzi: perseguiremo una strategia di alleanza con gli Stati Uniti » Live. Piero Fassino, segretario dei Ds, adesso tende entrambe le mani al presidente degli Usa. Lo fa perché Bush ha scelto di approdare a Bruxelles, capitale dell’Unione Europea; perché la Casa Bianca sembra avere archiviato una concezione che puntava sulle divisioni dell’Ue. Ma soprattutto, perché Fassino ritiene che l’Europa sia più sicura se rimane ancorata agli Stati Uniti.

E le prese di distanze di questi mesi? Il voto contro la missione italiana in Iraq? Tutto finito perché Bush è venuto in Europa e ha fatto un gesto di riconciliazione?
« Un momento 응급남녀 2회 다운로드. Negli ultimi due anni noi abbiamo criticato Bush ritenendo che la sua politica allontanasse l’Europa dagli Stati Uniti; non, dunque, perché volessimo un Atlantico più largo, ma perché temevamo che quella politica lo allargasse. Quando l’Europa è più distante dagli Usa, è meno sicura. Ce lo insegna la storia, con le tre dittature fascista, nazista e stalinista, più l’Olocausto. E poi, non si tratta di un viaggio qualunque: avviene in un momento cruciale. Le elezioni irachene hanno aperto una fase nuova e introdotto un’accelerazione nella transizione 꼬마히어로 슈퍼잭 다운로드. In Medio Oriente si sono aperte nuove opportunità con l’elezione del palestinese Abu Mazen e la formazione del governo Sharon Peres in Israele. Si è alla vigilia del secondo round di negoziati con l’Iran sull’uso delle tecnologie nucleari… »

E tante novità non vi inducono ancora a modificare l’atteggiamento sulla guerra in Iraq e sul vostro comportamento parlamentare?
« No, come non lo cambiano Zapatero, Chirac, e Schroeder. Discutono con Bush, ma non rinunciano alle loro idee sulla guerra in Iraq. Non viene chiesto loro jdownloader 2 다운로드. Rimangono giudizi diversi e contrastanti su quanto è accaduto: il problema di oggi è costruire il futuro senza essere prigionieri del passato. Certo è che non si possono perdere le opportunità, in uno scenario critico. Altrimenti, si rifluirà su una deriva di instabilità nell’intera area mediorientale » .

Eppure il viaggio di Bush sembra segnato da un buon tasso di ambiguità, americana ed europea. Si ha quasi l’impressione che la svolta sia voluta, più che effettiva.
« Certo sono primi passi. Ma è altrettanto vero che Usa e Europa si incontrano su uno scenario mondiale in bilico tif 다운로드. E il viaggio di Bush è importante perché mai come ora America e Ue hanno consapevolezza l’uno di avere bisogno dell’altro. L’Europa sa bene che senza un saldo rapporto con gli Usa il suo ruolo rimane debole; e la lezione della vicenda irachena è che dopo due anni, gli Usa da soli non danno ordine al mondo.
Ma non è pensabile neppure un ordine del mondo senza gli Usa. E poi, è la prima volta che un presidente americano approda in Europa scegliendo Bruxelles; che assume l’Ue come interlocutore.
Finora l’atteggiamento era di visitare alcune capitali fra le quali scegliere le più fedeli: ora non più. Per questo anche i leader europei più importanti hanno accenti di disponibilità nuova, senza che nessuno abbia cambiato opinione sulla guerra in Iraq » flip movie.

Insomma, al Bush di Bruxelles dice « benvenuto » anche la sinistra italiana?
« Certo, come presidente degli Usa. Dopo di che, continuo a nutrire molte riserve su di lui. Non è che non vediamo i caratteri di destra della sua politica negli Stati Uniti » .

Non sarà che voi, come l’Europa, siete obbligati a prendere atto che Bush sarà presidente per i prossimi quattro anni?
« Ovviamente, il centrosinistra ha rapporti più facili con il campo democratico; con l’Amministrazione repubblicana sono di tipo istituzionale, ma corretti 오피스 97 다운로드.
D’altronde, come Bush parla con i capi dei governi che gli europei si sono scelti, noi dobbiamo parlare col presidente che gli americani hanno scelto. E guardare avanti per vedere se le elezioni irachene consentono di ricomporre ciò che la guerra ha diviso. Credo ci sia la consapevolezza forte che il rapporto transatlantico oggi sia indispensabile » .

Ritiene che l’ostilità fra voi e Berlusconi si sia riflessa negativamente sui vostri rapporti con gli Usa di Bush?
« Forse nel senso che Berlusconi ha seguito la strategia di condividere ad ogni costo le decisioni degli Usa: una scelta che ha isolato l’Italia e impedito di giocare un ruolo europeo 인피니티 블레이드 다운로드. Ma alla fine Bush si sta mettendo d’accordo con Chirac e Schroeder, e Berlusconi non può che prenderne atto. Non c’è più un’Europa di infedeli in cui Berlusconi è il più fedele: è una politica evaporata con questo viaggio. Adesso, o l’Italia torna a credere nell’ Ue, e ricostruisce un rapporto con Berlino, Parigi e Madrid, o sarà sempre più marginale. La subordinazione a Bush d’ora in poi rischia di farci pagare prezzi ancora più salati. L’opzione atlantica ed europea sono complementari e non alternative » .

Eppure, a sinistra l’ipoteca dell’antiamericanismo sembra ancora pesante 겨울왕국1 다운로드.
« Meno che nel passato, in realtà. Mi pare che perfino Fausto Bertinotti abbia, seppure timidamente, preso atto proprio sul Corriere delle novità che si affacciano nella politica americana » .

Non è stato lei ad ammettere che, una volta al governo, potreste avere bisogno dei voti dell’opposizione sulla politica estera?
« Sì, sono stato io, e credo che le mie parole siano state travisate » .

Perché? Non voleva dire che ritiene difficile avere un’Unione compatta sugli Usa?
« No, perché spero che l’Unione raggiunga un accordo di programma su tutto, compresa la politica estera 파이널 판타지 14 다운로드. Quanto al ricorso al Parlamento, volevo dire che se saremo al governo e riterremo una decisione giusta, la assumeremo comunque: il centrosinistra non si sottrarrà alle proprie responsabilità. Non significa che cerchiamo la destra in Parlamento, ma soltanto che non sarà il veto di questo o di quello a impedirci di garantire gli interessi dell’Italia. Mi sembrano parole che dovrebbero rassicurare, non inquietare » .

Si può votare contro la missione italiana in Iraq perché è parte di una guerra sbagliata degli Stati Uniti, e poi accogliere Bush con un benvenuto?
« Sì, se si guarda al futuro e non al passato: se ci si propone di scrivere una nuova agenda transatlantica. Ci troviamo in uno scenario nuovo in cui conteranno attori come Cina, India, Brasile, Indonesia, l’universo islamico. E in cui è finito il sistema tolemaico dell’Occidente. Se si parla tanto di Occidente, è perché viene messo in discussione. Ebbene, per farlo coesistere e incidere sui nuovi equilibri mondiali, l’Europa deve risultare forte, non pigra; e non illudersi di scoprire la propria identità diventando antiamericana. Deve avere una strategia chiara, di raccordo con gli Usa, su tre pilastri: la sicurezza e la stabilità politica, che significano lotta al terrorismo, soluzione dei conflitti aperti e una strategia per affermare la democrazia dove non c’è. Il secondo pilastro riguarda i destini del pianeta: lotta alle povertà, regolazione del commercio, e tutela dell’ambiente. Terzo pilastro: avere, Usa e Ue, una strategia comune su istituzioni come l’Onu e la Nato. A settembre arriva alle Nazioni Unite la proposta di riforma preparata nei mesi scorsi » .

Lei sarebbe uno dei pochi a pensare che Usa ed Europa giocheranno la partita dell’Onu insieme.
« Lo voglio e lo debbo sperare per il futuro di entrambe e dell’Occidente » .