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5 Dicembre 2005

In 180 mila alla consultazione per la scelta del candidato-governatore Primarie Sicilia, la Borsellino travolge Latteri Vince la candidata della sinistra. Margherita divisa, affondo di Parisi: è un no a nomi scelti da altri

Autore: Felice Cavallaro
Fonte: Corriere della Sera

PALERMO – Allo spoglio di mezzanotte la lotta è fra un nome e un cognome. E stravince Rita, come tutti chiamano la sorella del giudice Borsellino node js. «Forza Rita» echeggia come un grido liberatorio nella notte siciliana. «Latteri non ce la fa», anticipava soddisfatto il regista informatico dell’Unione, il diessino Tonino Russo, elaborando la prima proiezione sul 2 per cento dei seggi, mezz’ora dopo la chiusura dei cinquecento gazebo Download Chrome Excel. Intorno alle due di notte, i dati quasi definitivi (487 seggi su 496): 66,9% per la Borsellino, 33,1% per il rettore di Catania Ferdinando Latteri sostenuto dalla Margherita contro il resto della coalizione Hymn of The Unification Hymn.


IL RISULTATO – Bilancio amaro per Latteri. Appesantito forse da un calo di affluenza registrato in Sicilia orientale rispetto alle primarie di ottobre, quando 198 mila siciliani votarono in gran parte per Prodi 퍼펙트 타겟 다운로드. Stavolta ai 496 seggi si sono presentati in 180 mila, più i 3.500 registrati ai due gazebo organizzati in extremis a Messina, senza il via libera dell’Unione regionale in vista del ballottaggio di domenica prossima tribler. Con la Margherita pronta a ribadire che si tratta di «voti non validi». Spiazzata però dal suo candidato sindaco, Francantonio Genovese, che pur avendo chiesto il rinvio delle primarie, alle 18, s’è presentato a un seggio votando per Latteri 노트8 순정펌웨어 다운로드. Euforica la Borsellino: «Sono molto contenta – ha esultato nella notte -. La mia è una candidatura di discontinuità. Cuffaro? Non so se si ripresenterà 3dmark basic edition. Ma io devo battere un sistema». La partecipazione è stata sostenuta e variegata. Come s’è visto al Politeama di Palermo dove hanno fatto la fila per votare pure due suore: «Siamo qui perché vogliamo che la Sicilia si risollevi una volta e per tutte» 주몽 시리즈 다운로드. E ci proverà lei a sollevare l’isola, la farmacista mite dagli occhi azzurri, a meno di clamorose sorprese e di qualche contestazione legata al «caso Messina» 보스베이비 더빙 다운로드. Sarà lei a correre alle «regionali» del giugno 2006 per strappare la carica di governatore all’attuale maggioranza, al presidente uscente Totò Cuffaro Haoxiangni download.


GLI AVVERSARI – Ma non è detto che assisteremo al match fra la candidata Rita e il discusso Totò perché il futuro di Cuffaro è legato al processo per favoreggiamento a Cosa Nostra, al suo annuncio di lasciare la politica in caso di condanna e alle manovre interne alla Casa delle Libertà che potrebbe cambiare cavallo e schierare un candidato di Forza Italia, forse Stefania Prestigiacomo, il ministro che piace. Intanto, da questo fronte, il nome dell’avversario, anzi dell’avversaria c’è, appunto quello di Rita, acclamata stanotte da una folla di giovani e di volontari catturati da un carisma fatto di sorrisi, parole semplici, incontri senza promesse, ironie come quelle rovesciate su chi l’accusa di non avere un programma. Mite, ma «rock», come appare ai suoi fans. A cominciare da Leoluca Orlando che considera «lento» Latteri e «lentissimi» i suoi sostenitori. Da Sergio D’Antoni a Luigi Cocilovo, impegnati al massimo con la corazzata della Cisl, un tempo da loro guidata. Tutti e tre svezzati alla politica da Piersanti Mattarella, il «governatore» ucciso dalla mafia nel 1980. Tutti uniti fino ad allora. Un quarto di secolo dopo divisi e sospettosi. Come s’avverte al gazebo montato a piazza Bellini dove due quadri del sindacato si sono presentati con 30 extracomunitari, decisi a farli votare anche se non in regola. Scaramucce e musi duri.


LA POLEMICA – Poi dalla stessa Margherita ecco scattare un prodiano che parla come Orlando, il senatore Renato Cambursano: «Vedere la Cisl così schierata fa impressione e contraddice pesantemente Pezzotta che dell’autonomia ha sempre fatto motivo d’orgoglio». Replica immediata dal segretario regionale Paolo Mezzio che lo accusa di «strabismo»: «Rivolga i suoi “interessati” richiami alla Cgil, che ha fatto la campagna elettorale per la signora Borsellino, fornendo persino le sue sedi». Uno scontro politico-sindacale che rischia di pesare sulla compattezza dell’Unione, mentre Orlando annuncia una conferenza stampa, Salvo Raiti per Di Pietro invita Rutelli «a chiedere scusa ai siciliani», Claudio Fava tuona contro «i ragionieri della politica». E Arturo Parisi esalta «un successo che spazza via i ripensamenti» perché «i cittadini non si accontentano di scegliere tra proposte formulate da altri».