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10 Novembre 2004

Il ricatto elettorale

Autore: Luigi La Spina
Fonte: La Stampa

Anche agli italiani, come agli americani, stanno a cuore i valori morali. Ma, in questo momento, i nostri concittadini sembrano più preoccupati per quelli materiali. Come ha riconosciuto addirittura la massima autorità governativa in campo economico, il ministro del Tesoro Domenico Siniscalco, moltissime famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese ms office 2010 64비트 한글판 다운로드. Il calo del dollaro accentua, poi, i rischi di una debole competitività delle aziende italiane sui mercati internazionali, per cui anche nel nostro sistema industriale i timori si aggravano di giorno in giorno. Ecco perché l’attesa per gli effetti della «verifica continua» tra i partiti della maggioranza si concentra poco sugli spostamenti poltronizi e molto sui risultati concreti per le due questioni fondamentali: riduzione delle tasse e misure per avviare la ripresa economica Children's Hunminjung 3 download.


E’ inutile, però, fare gli ipocriti o i troppo ingenui: il legame tra questi provvedimenti e il rimpasto, sia nella versione ridotta della semplice sostituzione del ministro Frattini, sia in quella più ampia di un giro di valzer esteso alla vicepresidenza del Consiglio, non si può negare. Del resto, anche quello che è avvenuto ieri pomeriggio alla Camera, con la clamorosa bocciatura del governo nel primo voto sulla Finanziaria, lo dimostra 장씨세가 호위무사 텍본 다운로드. Non tanto per l’episodio in sé, che potrebbe essere stato determinato da un riuscito blitz dell’opposizione, approfittando della solita sciatteria nel comportamento della maggioranza in Parlamento, senza particolari motivazioni politiche per le assenze dei deputati governativi. Quanto per le significative dichiarazioni successive alla sconfitta, così scoperte nella denuncia di quell’intreccio, così trasparenti nella volontà di usare anche questa vicenda nella trattativa notturna a Palazzo Chigi eye level.


Non si tratta solo di ambizioni personali, peraltro legittime, dal momento che la natura umana le contempla e le coltiva, sia pure entro certi limiti. I partiti difendono, anche in questo modo, gli interessi di coloro che li votano, esercitando i diritti e i doveri della rappresentanza che la Costituzione prevede e tutela 편의점2 다운로드. Il problema non si risolve con appelli moralistici o, al contrario, rassegnandosi ai cinici baratti di sottogoverno, ma affrontando, con chiarezza e decisione, il ricatto elettorale che grava sempre su ogni seconda parte della legislatura. In questo periodo, la scadenza di una elezione all’anno pone, di fatto, l’attuazione del programma in balia di due semestri terremotati da questioni parallele: nel primo, si discutono gli effetti del voto sugli equilibri ministeriali; nel secondo, gli effetti dei provvedimenti governativi sul destino elettorale, fissato dopo pochi mesi, dei partiti della maggioranza 리얼스틸 버그판 다운로드.


E’ interesse di tutti, a questo punto, sia di chi ora governa, sia di chi potrebbe tornare a governare, che l’unificazione, per quanto possibile, delle tornate elettorali previste nella seconda parte della legislatura consenta di superare la sostanziale disgregazione nelle coalizioni ministeriali che si verifica con una costante e quindi significativa regolarità. A scapito della coesione del governo, di quale colore sia, e, quindi, dell’efficacia dell’azione di Palazzo Chigi. Anche perché gli elettori hanno il diritto di giudicarne gli esiti, senza la confusione che, alla fine della legislatura, rende così difficile attribuire meriti e demeriti 폴아웃2 다운로드. Con il solito indecente carosello dello scarico di responsabilità sempre sugli altri. ANCHE agli italiani, come agli americani, stanno a cuore i valori morali. Ma, in questo momento, i nostri concittadini sembrano più preoccupati per quelli materiali. Come ha riconosciuto addirittura la massima autorità governativa in campo economico, il ministro del Tesoro Domenico Siniscalco, moltissime famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese logitech unifying 다운로드. Il calo del dollaro accentua, poi, i rischi di una debole competitività delle aziende italiane sui mercati internazionali, per cui anche nel nostro sistema industriale i timori si aggravano di giorno in giorno. Ecco perché l’attesa per gli effetti della «verifica continua» tra i partiti della maggioranza si concentra poco sugli spostamenti poltronizi e molto sui risultati concreti per le due questioni fondamentali: riduzione delle tasse e misure per avviare la ripresa economica 문자 음 다운로드.


E’ inutile, però, fare gli ipocriti o i troppo ingenui: il legame tra questi provvedimenti e il rimpasto, sia nella versione ridotta della semplice sostituzione del ministro Frattini, sia in quella più ampia di un giro di valzer esteso alla vicepresidenza del Consiglio, non si può negare. Del resto, anche quello che è avvenuto ieri pomeriggio alla Camera, con la clamorosa bocciatura del governo nel primo voto sulla Finanziaria, lo dimostra 조순제 녹취록 다운로드. Non tanto per l’episodio in sé, che potrebbe essere stato determinato da un riuscito blitz dell’opposizione, approfittando della solita sciatteria nel comportamento della maggioranza in Parlamento, senza particolari motivazioni politiche per le assenze dei deputati governativi. Quanto per le significative dichiarazioni successive alla sconfitta, così scoperte nella denuncia di quell’intreccio, così trasparenti nella volontà di usare anche questa vicenda nella trattativa notturna a Palazzo Chigi.


Non si tratta solo di ambizioni personali, peraltro legittime, dal momento che la natura umana le contempla e le coltiva, sia pure entro certi limiti. I partiti difendono, anche in questo modo, gli interessi di coloro che li votano, esercitando i diritti e i doveri della rappresentanza che la Costituzione prevede e tutela. Il problema non si risolve con appelli moralistici o, al contrario, rassegnandosi ai cinici baratti di sottogoverno, ma affrontando, con chiarezza e decisione, il ricatto elettorale che grava sempre su ogni seconda parte della legislatura. In questo periodo, la scadenza di una elezione all’anno pone, di fatto, l’attuazione del programma in balia di due semestri terremotati da questioni parallele: nel primo, si discutono gli effetti del voto sugli equilibri ministeriali; nel secondo, gli effetti dei provvedimenti governativi sul destino elettorale, fissato dopo pochi mesi, dei partiti della maggioranza.


E’ interesse di tutti, a questo punto, sia di chi ora governa, sia di chi potrebbe tornare a governare, che l’unificazione, per quanto possibile, delle tornate elettorali previste nella seconda parte della legislatura consenta di superare la sostanziale disgregazione nelle coalizioni ministeriali che si verifica con una costante e quindi significativa regolarità. A scapito della coesione del governo, di quale colore sia, e, quindi, dell’efficacia dell’azione di Palazzo Chigi. Anche perché gli elettori hanno il diritto di giudicarne gli esiti, senza la confusione che, alla fine della legislatura, rende così difficile attribuire meriti e demeriti. Con il solito indecente carosello dello scarico di responsabilità sempre sugli altri.