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16 Febbraio 2006

Il lato oscuro della democrazia

Autore: Massimo Giannini
Fonte: la Repubblica
Nell´Italia degli opposti estremismi, un pezzo di campagna elettorale si
consuma sulle tragedie del passato, invece che sui programmi per il futuro. Da
una parte gli epigoni di Trotzky, dall´altra i nipoti di Mussolini. In mezzo due
poli irrisolti. Ieri aggregati dalla riforma maggioritaria, oggi frammentati
dalla controriforma proporzionale ppt 글씨체 다운로드. Ma mai come stavolta è opportuno che gli
“scandali” esplodano. Il caso Tilgher-Fiore-Saya, nella scalcinata Casa delle
Libertà, deflagra per una beffarda legge del contrappasso, che spesso funziona
anche in politica. Berlusconi, Fini e Casini hanno banchettato con troppa
disinvoltura, sul caso Ferrando, che da domenica scorsa squassa i già precari
equilibri dell´Unione ffmpeg 유튜브 다운로드.
Il fantomatico «tridente» polista non ha fatto in tempo a lanciarsi
all´attacco di Prodi, Fassino e Rutelli, per le farneticazioni del peggiore
comunista, che si è ritrovato in clamoroso fuorigioco per il patto scellerato
nel frattempo sottoscritto con i peggiori neofascisti. Come si fa a candidare un
cattivo maestro trotzkista che considera perfettamente «legittimo» l´attentato
ai nostri soldati a Nassiriya 네임드 다운로드? Giustissimo. Ma con che faccia si denuncia questa
nefandezza del condominio altrui, mentre si candidano in casa propria ex
nostalgici di Salò, ex agenti segreti piduisti ed ex squadristi del Fuan, che
inneggiano alla «purezza della razza», che vogliono «cacciare arabi africani
cinesi», che urlano «i froci facciano i froci ma non vengano a chiedere diritti
al governo», che tengono in salone le gigantografie di Heydrich, braccio della
Gestapo e mente dell´Olocausto?
Berlusconi fa bene a chiedere alla Mussolini di non proporre candidature
“impresentabili”. E può anche giurare che lui non ha e non ha mai avuto niente a
che spartire con «l´estremismo politico» middle school textbook pdf. Ma è un fatto che ha già chiuso
l´accordo elettorale con Alternativa Sociale, nelle cui file militano Tilgher,
Fiore e altre fulgide stelle della galassia nera. È un fatto che ha già siglato
l´alleanza politica con la Fiamma di Pino Rauti. È un fatto che il 29 settembre
ha ricevuto a Palazzo Grazioli Maria Antonietta Cannizzaro, moglie di Gaetano
Saya, che ha giurato di portargli in dote «oltre il 2% dei voti» e si è fatta
immortalare sotto braccio al Cavaliere, con tanto di gaudiosa foto ufficiale 꺼내먹어요 다운로드.
Troppo impegnato a occupare tutte le reti e le frequenze radiotelevisive, il
premier assomiglia sempre di più allo “smemorato di Cologno”, personaggio-cult
del Viva Radiodue di Fiorello.
Fini fa bene ad esigere che nelle liste della Cdl non ci siano personaggi
che, per le loro storie personali, getterebbero «motivato discredito», e a
pretendere che tutti i candidati del centrodestra debbano aderire «ai valori
fondamentali della libertà, della democrazia, della dignità di ogni essere
umano», e debbano rifiutare esplicitamente il totalitarismo, il razzismo e
l´antisemitismo 아틀란 지도 다운로드. Ma è un fatto che, se anche nessuno dubita più della compiuta
“costituzionalizzazione” del partito di Fini, i satelliti che gli orbitano
attorno continuano a negare, nella teoria e nella pratica, quei «valori
fondamentali». È un fatto che, se anche nessuno dubita più del sincero
revisionismo storico-culturale condotto dal suo leader, una costola di Alleanza
nazionale contiene ancora in sé il codice identitario della Repubblica Sociale 크롬 64bit 다운로드.
La conferma plastica è nel simbolo, dove svetta tuttora, vibrante e visibile, la
fiamma tricolore missina. Che nella sedicente “intellighenzia liberale” non si
trovi un solo cacadubbi che ne chieda conto a Fini e che non si accontenti del
pur rifondativo lavacro di Fiuggi, questa è solo un´altra faccia della
prismatica «anomalia italiana».
In ogni caso, questa prova servirà a misurare l´onestà intellettuale, o per
contro il cinismo politico, di questo centrodestra. I leader hanno
opportunamente posto un veto latest trot for 2018. Ma la Mussolini non ha ancora risposto. Vedremo se
il “tridente” avrà il coraggio di resistere ai suoi «impresentabili», oppure si
venderà quel che resta della sua anima moderata, in cambio di quel pugno di voti
neofascisti che pure fanno comodo anche solo a pareggiare la partita.
Sul fronte opposto, e qui sta la differenza, quel coraggio stavolta non è
mancato a Fausto Bertinotti. Anche lui è alle prese con i suoi “impresentabili” 제로다크서티 다운로드.
Ma su Ferrando non ha esitato un solo istante. Non ha aspettato le scomuniche di
Prodi, o i diktat di Ds e Margherita. Il leader di Rifondazione è politicamente
border line. Lavora su un confine difficile, tra mille contraddizioni. Si
avventura in improbabili distinguo tra “finti riformisti” e “veri riformatori” 넥서스 파일 다운로드.
Ambisce a incarichi istituzionali e a poltrone di governo, e intanto benedice
qualche centinaio di no-tav perché «non si possono fermare le masse». Anche lui,
come Fini quindici anni fa, si incammina sul sentiero della piena
“costituzionalizzazione”. Ma a lui, al contrario di Fini, non viene perdonato
nulla. La pregiudiziale antifascista è caduta molto più in fretta, quella
anticomunista continua a resistere. La fiamma non scandalizza nessuno, la falce
e martello spaventa tutti.
Il caso Ferrando, per questo centrosinistra, è già a suo modo una prova di
governo. Bertinotti la sta affrontando con uno spirito di coalizione che non gli
si conosceva, e di cui gli va dato atto. Certo, forse il capo della corrente
“Progetto comunista” è davvero solo un agnello sacrificato sull´altare
dell´alleanza. Come lui, e anche più radicali di lui, dentro Rifondazione, ce ne
sono tanti altri, a partire dal masaniello disobbediente Caruso. Verranno altre
prove, e saranno anche più difficili. Ma intanto accontentiamoci di questa. Il
centrosinistra la sta superando con coerenza. Il centrodestra ancora no.