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29 Settembre 2006

Doppia sfida del premier fra opposizione e alleati

Autore: Massimo Franco
Fonte: il Corriere della Sera

La durezza, quasi la provocatorietà verso l’opposizione sembrava studiata a tavolino. Romano Prodi voleva ribadire, in primo luogo ai propri alleati, la strumentalità di un dibattito non voluto ma subìto Nero 11. E la freddezza con la quale il grosso dell’Unione ha seguito l’autodifesa del premier su Telecom e la rissa verbale col centrodestra, rafforza questa sensazione Download cordova.js. Probabilmente è vero che il capo del governo ha trasmesso un’immagine di solitudine davanti agli avversari; che gli applausi del centrosinistra sono stati avari, un po’ d’ufficio Excel Gantchart. Ma le otto interruzioni, gli insulti, lo scherno, e il riso amaro col quale Prodi ha reagito, gli ridanno la leadership della maggioranza.

È un leader magari non amato, anzi sopportato con un disagio crescente; e tuttavia legittimato proprio nel momento in cui i toni del fronte berlusconiano diventano così alti e personalizzati da configurare una sorta di antiprodismo Daesung MyMac mobile download. Si dirà che il Professore è uscito dal confronto di ieri alla Camera con qualche livido; che l’accusa di aver mentito su Telecom, ripetuta da Giulio Tremonti, Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini, lascerà tracce 캘리그라피 무료 다운로드. Ma si stava difendendo da chi lo accusava apertamente e dai mugugni della propria coalizione. Grazie al centrodestra, ha prevalso l’immagine indistinta del caos parlamentare Uniqlo Screensaver download. E la vicenda, per Palazzo Chigi, è archiviata.

Le incognite sono altrove. Riguardano una Legge finanziaria che tempo fa Prodi voleva tale da «stupire»; e che invece potrebbe finire per alimentare i luoghi comuni più vieti sulla «sinistra fiscale» pixela imagemixer. L’incontro iniziatosi ieri notte alla presidenza del Consiglio con industriali, sindacati e enti locali, e poi con l’Unione, è stato preceduto da una serie di altolà forieri di tensioni 웹로직 12c 다운로드. Il vero braccio di ferro si giocherà sulla manovra economica. Lì si capirà se il baricentro del potere rimane a Palazzo Chigi, o si sta spostando sui partiti 3 of heirs. «Il quadro analitico delle cifre ci sarà venerdì in Consiglio dei ministri», avrebbe spiegato il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa 영화 겨울왕국 다운로드. Ma non è scontato.

I dicasteri vogliono 60 miliardi di euro per lo sviluppo, ma «bisogna versarli in un contenitore da 15». Perciò, ha avvertito Padoa-Schioppa, «occorre scegliere delle priorità». Il rompicapo, per Prodi e il titolare dell’Economia, è proprio questo. Dall’esterno arrivano le dosi di scetticismo della Confindustria e le riserve dei sindacati, incontrati dal governo prima della riunione coi partiti del centrosinistra. E Padoa- Schioppa ammonisce che sono cresciute le spese «più difficili da tagliare come quella sanitaria e della pubblica amministrazione»: difficili perché promettono di scatenare una rivolta nell’Unione.

L’ipotesi di suddividere a metà i 30 miliardi di euro della Finanziaria del 2007 fra risanamento e sviluppo si rivela ancora tutta da verificare. Gli allarmi lanciati dagli enti locali, timorosi per la prospettiva di una manovra che si profila «molto severa» ma rimane indefinita, sono espliciti. E toccano il rapporto con un’Unione che ha in gran parte di regioni e comuni la colonna vertebrale del proprio potere. Non bastasse, si allunga la lista dei ministri che minacciano di dissociarsi da una Finanziaria che riduca i loro bilanci. Sicuramente c’è molta pretattica, e Prodi lo sa bene. Infatti avverte: «Le decisioni spettano al governo». Ma rimane il timore che alla fine vinca la tentazione di risolvere il rebus alzando le tasse.