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27 Giugno 2005

Crimini contro l´umanità ma il governo non si muove

Autore: Antonio Cassese
Fonte: la Repubblica

Le nostre autorità di governo non sembrano avvertire l´estrema gravità di ciò che è accaduto in Italia: il sequestro, da parte di tredici agenti della CIA, di un cittadino egiziano accusato di terrorismo e il suo trasferimento in Egitto perché renda confessioni grazie alla tortura.

Varie fonti assicurano che la CIA non avrebbe mai agito senza il benestare delle nostre autorità. Se ciò è vero, si spera che gli organi preposti ai nostri servizi di sicurezza, e anzitutto Gianni Letta, titolare della delega ai servizi, e il ministro Pisanu, come capo del Sisde, deferiscano all´autorità giudiziaria italiana quei nostri funzionari che avessero avallato il gravissimo comportamento della Cia 오소마츠상 다운로드.

E´ evidente che Letta e Pisanu, politici democratici che hanno vivo il senso della Stato, non avrebbero mai concesso l´autorizzazione. Se invece fosse da escludere una collaborazione italiana, il comportamento della CIA sarebbe ancora più grave: agenti di uno Stato estero hanno svolto in Italia attività illegali, calpestando inoltre elementari diritti umani.

Come potremmo tollerare questa violazione della nostra sovranità, oltretutto dopo lo smacco per il caso Calipari? In questi casi, in uno Stato che tenga ad essere rispettato, il ministro degli esteri si rivolge al suo omologo nel Paese violatore, ed esige, oltre alle scuse formali, anche l´immediato arresto e la consegna dei funzionari stranieri, o almeno la loro punizione esemplare; esige inoltre dall´Egitto la consegna del terrorista, perché venga processato in Italia Mount Paektu.
     
Questo caso ha però messo anche in luce un altro limite istituzionale del nostro Paese. A ben guardare, quel che hanno fatto quegli agenti della Cia in Italia non è solo un sequestro aggravato.

E´ anche un crimine contro l´umanità, nella specie una “sparizione forzata di persone”, che lo Statuto della Corte Penale Internazionale definisce come l´arresto, la detenzione o il sequestro di una persona da parte di uno Stato o di un´organizzazione politica (o con il loro appoggio, autorizzazione o avallo), accompagnati dal rifiuto di ammettere che quella persona è stata privata di libertà o di dire dov´è, allo scopo di sottrarla alla protezione della legge windows 7 home.

Poiché recentemente la pratica statunitense di effettuare, in più Stati esteri, sequestri illegali di sospetti terroristi e di consegnarli a governi che li torturano, è diventata assai diffusa, ecco che questa pratica assume i connotati di un vero e proprio crimine contro l´umanità. Aggiungo che essa si concreta anche in complicità in tortura come crimine contro l´umanità.

Si dirà: benissimo, l´Italia ha ratificato lo Statuto della Corte Penale e dunque i giudici italiani possono applicare in Italia quelle norme dello Statuto contro i tredici americani 아크로벳리더 설치파일 다운로드. Il procuratore Spataro e i nostri gip hanno però dovuto ripiegare sulla più modesta norma penale italiana sul sequestro, che non connota in tutta la sua intensità e grave violazione dei diritti umani il crimine di cui sembrano essersi macchiati i tredici americani. Come mai?

Perché anche con la Corte Penale le cose le abbiamo fatte, c´è da vergognarsi a dirlo, solo per le apparenze. Siamo stati infatti tra i primissimi dei 99 Stati a ratificare lo Statuto della Corte, per mostrare la nostra solerzia lock screen.

Ma poi, a differenza di Stati seri come la Germania, la Francia, l´Inghilterra, la Spagna, non abbiamo mai fatto approvare dal Parlamento una legge che rendesse operativo in Italia lo Statuto della Corte: un progetto elaborato da una Commissione ministeriale giace da anni nei cassetti del Ministro della giustizia.

Perciò, finché non ci sarà una legge, mancheranno in Italia le norme incriminatici e giurisdizionali che consentano ad un giudice italiano di procedere contro crimini internazionali 마션 소설 다운로드.

Dovremo accontentarci delle nostre norme penali, che parlano appunto di sequestro e non di “sparizione forzata”, di lesioni personali gravi e non di “tortura”, e via discorrendo.

Ci potrebbe essere una nemesi. Tutti sanno oramai che la Corte Penale dell´Aja interviene solo in seconda battuta, e cioè se uno Stato è incapace o non vuole perseguire un crimine commesso sul suo territorio o da un suo cittadino gun sound.

Ebbene, poiché le nostre carenze legislative ci impediscono di agire contro gli agenti della Cia per crimini contro l´umanità, la Corte Penale dell´Aja potrebbe avocare il caso a sé. Sarebbe una giusta “punizione” per le nostre inadempienze. Presumo però che non accadrà, data la grandissima prudenza con cui sembra procedere il Procuratore dell´Aja Moreno Ocampo 공식 nero 다운로드.

Tornando all´azione dei nostri magistrati contro quegli agenti statunitensi, quale che sia stata la posizione dei nostri servizi segreti è certo che ora il nostro Governo non può permettersi il lusso di stare a guardare. Non solo perché è stata inferta una grave ferita alla nostra sovranità.

Ma anche perché questa ferita è il risultato di azioni governative straniere che calpestano i più elementari diritti umani movie Suspect. E´ chiaro che qui si contrappongono due visioni diverse di lotta al terrorismo.

La nostra polizia e i nostri giudici vogliono lottare con gli strumenti della democrazia ed equi processi; altri preferiscono metodi indegni di uno Stato democratico, e violano sia i diritti degli individui sia quelli di Stati sovrani. Occorre dunque reagire con risolutezza.

L´Italia può essere declassata non solo se passa la proposta di riforma del Consiglio di sicurezza propugnata dalla Germania Nyanko Rangers. Diventiamo di serie B o C anche se continuiamo a chinare il capo e a prenderci inerti le pedate.